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domenica 17 novembre 2013

And from your lips she drew the...Hallelujah...



In realtà non ho nulla da dire, ma mi va di stare qui a ciarlare, leggere commenti e rispondere.
Non ho nulla da raccontare, a parte che l'altro giorno sono andata
al colloquio con gli insegnanti di una bimba che seguo (seguo nel senso che la tampino, sono una stalker professionista!).
Avevo appuntamento alle 14, a scuola.
"Venga alla 14, tanto i genitori iniziano ad arrivare verso le 16.30"
Arrivo alle 14:00 precise spaccate, spavalda.
Fila di genitori...
"ma come, ma non avevate appuntamento alle 16:30?"
"hanno cambiato l'orario"
...e già state qui, ma andate a casa a pulire, a fare i compiti con i vostri figli, a prendere il caffè con amica, marito, cugina, zia, madre, suocera...che fate qui a quest'ora.
Mi metto in fila.
"Sei la madre di?" mi chiede una mamma figa.
"Di nessuno"
Silenzio. Gelo.
In testa mi echeggia "Di nessuno".
Sono la madre di nessuno.
Wow.
Fine. stop. Le mamme fanno gruppo, io ne sono fuori, io sono la madre di nessuno.
Però siete tutte simpatiche eh.

Insomma non ho niente da dire, a parte il fatto che, sempre l'altro giorno, ho avuto un incontro con una mamma, vuole che inizio a seguire il figlio (ah, mamme perverse!).
E mentre sono lì che cerco di capire quale tipo di problema abbia questo bimbo (che bisogna sempre dosare le parole, fare domande poco audaci, celare il punto cruciale, che per un genitore non è facile), insomma mentre indago sul caso, la mamma inizia a far correre lacrime dai suoi occhioni verdi e tristi.
Eccoci qui.
Siamo agli antipodi.
Tu piangi perché hai un figlio con qualche disturbo non meglio diagnosticato.
Io piango perché un figlio non ce l'ho.
Ognuno ha i suoi cavoli.
Ognuno ha le sue amputazioni sanguinanti.

Non ho molto da dire, a parte che i tempi si accorciano, che martedì ho la prima eco, che inizio a perdere la calma, avere attacchi di ansia, sentire il lavorio martellante notturno della mia mente che sta lì a parlare per togliermi il sonno.
E i sogni.
Che mentre sabato ero affaccendata con la spesa, sono passata davanti ai test di gravidanza e ho sentito di nuovo quella voce maledetta dirmi "è inutile che lo compri". Come la volta scorsa, quando son andata in farmacia a comprare l'olio di mandorla.
"quale vuole? la bottiglia grande o quella piccola?"
( "quella grande è inutile che la compri")
"mi dia quella piccola"
E infatti.


comunque:


7 commenti:

  1. Marita, porcazozza, prima o poi sarà utile. E quando sarà te lo compro io il boccione da 5 litri di olio di mandorla.

    Bacio!

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    1. Ahahhaha
      Guarda che ti mando l'addebito eh

      bacini to you

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  2. Io comprai la boccia grande di olio di mandorle appena cominciai la ricerca quasi...sigh...4 annisecoli fa...è ancora quasi piena...sarà scaduta?
    Anche io lavoro coi bimbi...quante cose in comune...
    W

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    1. ma sai che girando tra blog e forum ho notato che molte di noi donne con la fertilità inceppata lavoriamo con i bambini?
      chissà quale tipo di anatema ci ciondola sulla testa O.o

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  3. Anche quando "non hai niente da dire" sei carica di amore e profondità!!! Dai, dai... che io ci credo, e il boccione di olio di mandorle presto sarà tuo! Crediamoci... anche se è dura e può far male, anche se non dipende solo da te, ma da qualche magico equilibrio alchemico, crediamoci!

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    1. sono pronta a fare il piccolo alchimista
      sono entrata nel ruolo
      giochiamo ^_^

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  4. Viviamo in un'epoca straordinaria, in cui oggigiorno tutto è possibile anche per le coppie con tantissimi problemi di concepire - si aprono le opportunità di diventare genitori. La genetica e la riproduzione umana - sono le scienze profonde e delicate. Partendo dalla nostra esperienza, abbiamo avuto la fortuna di trovare una clinica in Ucraina, dove è stato realizzato il nostro grandissimo sogno! Grazie alla clinica del professor Feskov nella città di Charkiv, denominata anche Feskov Human Reproduction Group. Grazie a medici professionisti siamo diventati genitori di un bellissimo bambino. Non abbiamo avuto i problemi di lasciare l'Ucraina e nella formalizzazione dei documenti. Voglio dire a tutti i dubbiosi: non abbiate paura, potete andare fino alla fine del mondo per avere il vostro bambino, e l'Ucraina non è la fine del mondo).

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